Una prima visita approfondita definisce lo stadio esatto della tua parodontite e costruisce un piano di cura su misura.
Paradontite
LA PARADONTITE
Gengive che si ritirano, alito pesante o leggera mobilità dentale:
il tuo corpo ti sta avvisando.
Anche solo uno di questi sintomi può essere un segnale di Parodontite, la causa numero uno di perdita dei denti. La buona notizia? Si può fermare. Bioperio® la cura con un protocollo scientifico, vicino a te.
LA PARADONTITE
Cos'è la Parodontite?
Le malattie parodontali (gengivite e parodontite) sono malattie infiammatorie che colpiscono il parodonto, ovvero i tessuti e le strutture di sostegno del dente (la gengiva, il legamento, il cemento radicolare e l’osso alveolare).
Quante persone ne soffrono?
- La parodontite è una delle malattie croniche più diffuse nel mondo
- 1 persone su 2 sopra i 30 anni soffrono di problemi gengivali
- La probabilità di sviluppare parodontite aumenta dopo i 30 anni, con un picco di nuovi casi di parodontite nella fascia di età compresa tra 35 e 40 anni
- La parodontite grave colpisce l’11% della popolazione, rappresentando circa 790 milioni di persone in tutto il mondo
- Le forme grave di parodontite aumentano con l’età, interessando oltre il 30% delle persone di età superiore ai 60 anni
LA PARADONTITE
Quali sono i sintomi più comuni?
Le malattie gengivali raramente fanno male. Non agiscono come il classico mal di denti, per questo alla presenza di sintomi non c’è un’azione immediata.
I segnali diventano evidenti solo quando la parodontite è già ad uno stadio avanzato. Riconoscerli in tempo permette di stabilizzare la malattia a vita, senza rischi di recidive e soprattutto mantenendo i propri denti naturali.
Gengive che sanguinano
È il primo e più frequente campanello d'allarme. Il sanguinamento può comparire quando lavi i denti, mentre mangi, o anche senza un motivo preciso. Un'avvertenza importante: nei fumatori è molto meno evidente, e questo rende la malattia ancora più insidiosa.
Gengive che si ritirano: i denti "allungati"
Con la parodontite le gengive tendono a ritirarsi. I denti sembrano più lunghi, e tra loro possono comparire piccoli spazi scuri.
Ascesso gengivale
Il pus può fuoriuscire dalla tasca gengivale o accumularsi nei tessuti, formando in alcuni casi un ascesso.
Difficoltà masticatoria
Quando si perdono dei denti, masticare diventa più difficile. Anche quando i denti ci sono, ma la mobilità è accentuata, la masticazione ne risente.
Gengive rosse e gonfie
Le gengive sane sono rosa e hanno una superficie simile a quella di una buccia d'arancia. Quando si infiammano diventano più rosse, a volte violacee, gonfie e lisce, e possono risultare sensibili e irritate al tatto.
Alito cattivo
L'odore sgradevole nasce dagli stessi batteri che causano la parodontite. Alcuni vivono in assenza di aria e si annidano nelle tasche gengivali e sul dorso della lingua, che spesso appare biancastro, come se sopra si fosse depositata una sottile pellicola.
Denti che si muovono o si spostano
Man mano che la malattia avanza e i tessuti di supporto vengono meno, i denti possono “allentarsi”, diventare più mobili e persino cambiare posizione nel tempo.
Cambiamenti estetici
Gengive ritirate, denti che si spostano o che si perdono, soprattutto nella parte frontale del sorriso, hanno un impatto importante anche sulla socialità tra le persone, sull'aspetto e su come ci sentiamo con noi stessi.
Denti sensibili
Quando le gengive si ritirano, lasciano scoperte le radici dei denti. Il risultato è una maggiore sensibilità a ciò che è freddo, ai cibi e alle bevande.
Perdita dei denti
Se non trattata, la parodontite porta a perdere i denti. Col tempo, può compromettere l'intera dentatura. Le conseguenze sono pesanti: funzionali, estetiche ed anche economiche.
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Cause & Fattori di Rischio
La parodontite è una malattia infiammatoria multifattoriale, nasce cioè dall'incontro di più fattori. All'origine ci sono alcuni batteri normalmente presenti nella bocca di tutti noi; ma attenzione: la parodontite non è una malattia infettiva. Non si "prende" da qualcun altro.
I responsabili sono batteri anaerobici, capaci di sopravvivere anche senza ossigeno. Vivono nella placca dentale, quella pellicola biancastra che si accumula sul bordo e sotto le gengive, e soprattutto nella tasca tra gengiva e dente.
Se la placca non viene rimossa in tempo, il corpo reagisce: attiva una risposta infiammatoria e immunitaria per difendersi. Il problema nasce quando questa reazione si protrae troppo a lungo. A quel punto avviene un paradosso: il sistema di difesa, restando acceso, finisce per attaccare e distruggere i tessuti che dovrebbe proteggere. È così che si sviluppa la parodontite.
Ecco perché la malattia colpisce più facilmente chi ha meccanismi infiammatori già alterati: chi fuma, chi vive sotto forte stress, chi soffre di diabete.
Esistono veri e propri fattori di rischio, e si dividono in due gruppi a seconda che si possano controllare oppure no. Gestire quelli su cui possiamo intervenire è una delle parti essenziali della prevenzione e della cura, sia della gengivite che della parodontite.
Fattori non modificabili Sono quelli che non dipendono da noi.
Background genetico: la storia familiare, le malattie presenti in famiglia, le variazioni e i polimorfismi genetici, e i fattori legati all'età.
- Fattori modificabili: Sono quelli su cui possiamo agire, ed è qui che si concentra la prevenzione. Condizioni sistemiche e patologie: pre-diabete, cambiamenti ormonali (pubertà, gravidanza, menopausa), alcuni tipi di cure mediche, e un sistema immunitario indebolito (come accade, per esempio, in malattie quali l'HIV).
- Stile di vita: igiene orale insufficiente, fumo, alimentazione, stress e altri fattori psicologici.
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Perché agire subito?
La parodontite non guarisce da sola e non si arresta se non trattata. Nel tempo, l'infiammazione continua a consumare in silenzio l'osso e i tessuti che tengono fermi i denti. Ciò che si è perso, non torna indietro.
La buona notizia è che la malattia è prevedibile nel suo percorso, questo significa che si può interrompere. Ma il momento in cui si interviene cambia tutto: quanto prima si agisce, più denti si salvano (e con trattamenti più semplici). Aspettare non rende solo il problema più grave, ma anche più lungo il percorso di cura.
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A che punto è la malattia:
i quattro stadi
Quasi 1 adulto su 2 sopra i 35 anni può sviluppare la Parodontite. Per capire lo Stadio di avanzamento della malattia, il parodontologo misura le tasche gengivali con una sonda, registra sanguinamento, recessioni e mobilità dentale. In seguito valuta con una radiografia lo stato dell'osso che supporta i denti. Da questa analisi nasce la diagnosi, che definisce estensione, stadio e grado della malattia.
Stadio I - Parodontite iniziale
La fase di confine tra gengivite e parodontite. La perdita di attacco è minima (1-2 mm), l'osso è intaccato per meno del 15%, le tasche sono ancora poco profonde. In questa fase non si perdono denti: è il momento ideale per intervenire.
Stadio II - Parodontite moderata
Il danno diventa più evidente: la perdita di attacco arriva a 3-4 mm, l'osso perso sale al 15-33%, le tasche si approfondiscono. I denti sono ancora tutti al loro posto, ma la malattia sta guadagnando terreno.
Stadio III - Parodontite grave
Senza trattamento, la perdita di attacco supera i 5 mm e quella ossea va oltre il 33%. Le tasche diventano profonde. Qui può iniziare la perdita di qualche dente, anche se la masticazione funziona ancora.
Stadio IV - Parodontite avanzata
La situazione è seriamente compromessa. Il danno porta inevitabilmente alla perdita dei denti e, senza cure, alla compromissione della masticazione fino alla perdita dell'intera dentatura.
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Come curiamo la parodontite:
il Protocollo Bioperio®
La parodontite si può fermare. Il Protocollo Bioperio® la affronta con un percorso minimamente invasivo ed un solo obiettivo: salvare i tuoi denti naturali, evitando dove possibile impianti o ponti.
Il cuore del protocollo. Una terapia minimamente invasiva che elimina i batteri alla radice, fa riattaccare le gengive e chiude le tasche. I tempi dipendono dallo stadio: 3-4 mesi per le forme iniziali, 6-7 per quelle avanzate.
Controlli regolari proteggono i risultati nel tempo, per tenere la parodontite lontana, per tutta la vita.
LA PARADONTITE
I risultati che parlano chiaro
Il protocollo Bioperio® è più di una promessa: è un metodo testato con risultati misurati e pubblicati. Ecco cosa dicono i numeri!
Oltre 650 pazienti
trattati con il protocollo negli ultimi 18 mesi in Italia. Non un metodo sperimentale, ma una cura applicata ogni giorno.
94% di chiusura delle tasche parodontali
Le "tasche", ovvero gli spazi che la malattia apre tra gengiva e dente, sono ciò che genera la malattia. Chiuderle significa fermare la parodontite. Con il protocollo Bioperio® si richiudono in oltre 9 casi su 10.
7 pazienti su 10 guariscono già dopo la prima fase
Nella maggior parte dei casi, il solo Gum Detox®, è sufficiente a risolvere la Parodontite, senza bisogno di interventi più invasivi.
140+ studi scientifici
Il Protocollo non nasce da un'intuizione, ma da oltre 140 pubblicazioni internazionali. Ogni fase è validata dalla ricerca e dalla pratica clinica.
LA PARADONTITE
FAQ
Sì. La parodontite non si può cancellare come si guarisce da un raffreddore, ma si può stabilizzare e tenere sotto controllo per tutta la vita. Con una diagnosi tempestiva e il trattamento giusto, nella maggior parte dei casi si arrestano l'infiammazione e la perdita di osso, salvando i denti naturali. Prima si interviene, migliori sono i risultati.
No. Anche se all'origine ci sono dei batteri, la parodontite non è una malattia infettiva e non si trasmette come un'infezione. Non c'è rischio di "contagiare" il partner o i figli con un bacio o condividendo le posate. Dipende dalla risposta infiammatoria del singolo individuo, non da un contagio.
No. Il protocollo Bioperio® è minimamente invasivo e nella maggior parte dei casi viene eseguito senza anestesia. Anche la prima visita, pur essendo molto approfondita, è completamente indolore.
Non necessariamente. La perdita dei denti è la conseguenza della parodontite non trattata. Intervenendo in tempo, nella grande maggioranza dei casi i denti si salvano. Anche negli stadi più avanzati, un trattamento adeguato può fare una differenza enorme. L'obiettivo del protocollo Bioperio® è esattamente questo: mantenere i tuoi denti naturali.
Purtroppo no. Lavarsi bene i denti e usare lo scovolino è fondamentale per prevenire e per mantenere i risultati, ma una volta che si sono formate le tasche parodontali, lo spazzolino da solo non arriva dove si annidano i batteri. Serve un trattamento professionale mirato per rimuoverli e permettere alle gengive di guarire.
Dipende dallo stadio della malattia. Le forme iniziali e moderate si risolvono nella maggior parte dei casi in 3-4 mesi, mentre quelle più avanzate richiedono un percorso di 6-7 mesi. Dopo la fase attiva, restano solo controlli regolari di mantenimento per proteggere i risultati nel tempo.
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