Skip links

Parodontite

LA PARADONTITE

Gengive che si ritirano, alito pesante o leggera mobilità dentale:
il tuo corpo ti sta avvisando.

Anche solo uno di questi sintomi può essere un segnale di Parodontite, una delle principali cause di perdita dei denti negli adulti. La buona notizia? Si può fermare. Bioperio® la cura con un protocollo scientifico, vicino a te.

LA PARADONTITE

Cos'è la Parodontite?

Le malattie parodontali (gengivite e parodontite) sono malattie infiammatorie che colpiscono il parodonto, ovvero i tessuti e le strutture di sostegno del dente (la gengiva, il legamento, il cemento radicolare e l’osso alveolare).

Quante persone ne soffrono?

(Eke et al., J Dent Res 2012; Nascimento et al., J Periodontal Res 2024)

LA PARADONTITE

Quali sono i sintomi più comuni?

Le malattie gengivali raramente fanno male. Non agiscono come il classico mal di denti, per questo spesso non si interviene subito.

I segnali diventano evidenti solo quando la parodontite è già ad uno stadio avanzato. Riconoscerli in tempo permette di fermare la malattia e, con controlli regolari, di ridurre molto il rischio che si ripresenti, mantenendo i propri denti naturali.

Gengive che sanguinano

È il primo e più frequente campanello d'allarme. Il sanguinamento può comparire quando lavi i denti, mentre mangi, o anche senza un motivo preciso. Un'avvertenza importante: nei fumatori è molto meno evidente, e questo rende la malattia ancora più insidiosa.

Gengive che si ritirano: i denti "allungati"

Con la parodontite le gengive tendono a ritirarsi. I denti sembrano più lunghi, e tra loro possono comparire piccoli spazi scuri.

Ascesso gengivale

Il pus può fuoriuscire dalla tasca gengivale o accumularsi nei tessuti, formando in alcuni casi un ascesso.

Difficoltà masticatoria

Quando si perdono dei denti, masticare diventa più difficile. Anche quando i denti ci sono, ma la mobilità è accentuata, la masticazione ne risente.

Gengive rosse e gonfie

Le gengive sane sono rosa e hanno una superficie simile a quella di una buccia d'arancia. Quando si infiammano diventano più rosse, a volte violacee, gonfie e lisce, e possono risultare sensibili e irritate al tatto.

Alito cattivo

L'odore sgradevole nasce dagli stessi batteri che causano la parodontite. Alcuni vivono in assenza di aria e si annidano nelle tasche gengivali e sul dorso della lingua, che spesso appare biancastro, come se sopra si fosse depositata una sottile pellicola.

Denti che si muovono o si spostano

Man mano che la malattia avanza e i tessuti di supporto vengono meno, i denti possono “allentarsi”, diventare più mobili e persino cambiare posizione nel tempo.

Cambiamenti estetici

Gengive ritirate, denti che si spostano o che si perdono, soprattutto nella parte frontale del sorriso, hanno un impatto importante anche sulla socialità tra le persone, sull'aspetto e su come ci sentiamo con noi stessi.

Denti sensibili

Quando le gengive si ritirano, lasciano scoperte le radici dei denti. Il risultato è una maggiore sensibilità a ciò che è freddo, ai cibi e alle bevande.

Perdita dei denti

Se non trattata, la parodontite porta a perdere i denti. Col tempo, può compromettere l'intera dentatura. Le conseguenze sono pesanti: funzionali, estetiche ed anche economiche.

LA PARADONTITE

Cause & Fattori di Rischio

La parodontite è una malattia infiammatoria multifattoriale, nasce cioè dall'incontro di più fattori. All'origine ci sono alcuni batteri normalmente presenti nella bocca di tutti noi; ma attenzione: la parodontite non è una malattia infettiva. Non si "prende" da qualcun altro. I responsabili sono batteri anaerobici, capaci di sopravvivere anche senza ossigeno. Vivono nella placca dentale, quella pellicola biancastra che si accumula sul bordo e sotto le gengive, e soprattutto nella tasca tra gengiva e dente. Se la placca non viene rimossa in tempo, il corpo reagisce: attiva una risposta infiammatoria e immunitaria per difendersi. Il problema nasce quando questa reazione si protrae troppo a lungo. A quel punto avviene un paradosso: il sistema di difesa, restando acceso, finisce per attaccare e distruggere i tessuti che dovrebbe proteggere. È così che si sviluppa la parodontite. Ecco perché la malattia colpisce più facilmente chi ha meccanismi infiammatori già alterati: chi fuma, chi vive sotto forte stress, chi soffre di diabete.
Esistono veri e propri fattori di rischio, e si dividono in due gruppi a seconda che si possano controllare oppure no. Gestire quelli su cui possiamo intervenire è una delle parti essenziali della prevenzione e della cura, sia della gengivite che della parodontite. Fattori non modificabili Sono quelli che non dipendono da noi. Background genetico: la storia familiare, le malattie presenti in famiglia, le variazioni e i polimorfismi genetici, e i fattori legati all'età.
  • Fattori modificabili: Sono quelli su cui possiamo agire, ed è qui che si concentra la prevenzione. Condizioni sistemiche e patologie: pre-diabete, cambiamenti ormonali (pubertà, gravidanza, menopausa), alcuni tipi di cure mediche, e un sistema immunitario indebolito (come accade, per esempio, in malattie quali l'HIV).
  • Stile di vita: igiene orale insufficiente, fumo, alimentazione, stress e altri fattori psicologici.
LA PARADONTITE

Perché agire subito?

La parodontite non guarisce da sola e non si arresta se non trattata. Nel tempo, l'infiammazione continua a consumare in silenzio l'osso e i tessuti che tengono fermi i denti. Ciò che si è perso, non torna indietro.

La buona notizia è che la malattia è prevedibile nel suo percorso, questo significa che si può interrompere. Ma il momento in cui si interviene cambia tutto: quanto prima si agisce, più denti si salvano (e con trattamenti più semplici). Aspettare non rende solo il problema più grave, ma anche più lungo il percorso di cura.

LA PARADONTITE

A che punto è la malattia:
i quattro stadi

Circa 1 adulto su 2 sopra i 30 anni ha la parodontite, in forma più o meno grave. Per capire lo stadio di avanzamento della malattia, l'odontoiatra misura le tasche gengivali con una sonda, registra sanguinamento, recessioni e mobilità dentale. In seguito valuta con una radiografia lo stato dell'osso che supporta i denti. Da questa analisi nasce la diagnosi, che definisce estensione, stadio e grado della malattia.

(Eke et al., J Dent Res 2012; Nascimento et al., J Periodontal Res 2024)

Stadio I - Parodontite iniziale

La fase di confine tra gengivite e parodontite. La perdita di attacco è minima (1-2 mm), l'osso è intaccato per meno del 15%, le tasche sono ancora poco profonde. In questa fase non si perdono denti: è il momento ideale per intervenire.

Stadio II - Parodontite moderata

Il danno diventa più evidente: la perdita di attacco arriva a 3-4 mm, l'osso perso sale al 15-33%, le tasche si approfondiscono. I denti sono ancora tutti al loro posto, ma la malattia sta guadagnando terreno.

Stadio III - Parodontite grave

Senza trattamento, la perdita di attacco supera i 5 mm e quella ossea va oltre il 33%. Le tasche diventano profonde. Si possono perdere fino a 4 denti, anche se la masticazione funziona ancora.

Stadio IV - Parodontite avanzata

La situazione è seriamente compromessa. Il danno porta inevitabilmente alla perdita dei denti e, senza cure, alla compromissione della masticazione fino alla perdita dell'intera dentatura.

LA PARADONTITE

Come curiamo la parodontite:
il Protocollo Bioperio®

La parodontite si può fermare. Il Protocollo Bioperio® la affronta con un percorso minimamente invasivo ed un solo obiettivo: salvare i tuoi denti naturali, evitando dove possibile impianti o ponti.

Una prima visita approfondita definisce lo stadio esatto della tua parodontite e costruisce un piano di cura su misura.
Il cuore del protocollo: la terapia parodontale non chirurgica, minimamente invasiva, che rimuove placca e tartaro sotto la gengiva e permette alla maggior parte delle tasche di ridursi o chiudersi. I tempi dipendono dallo stadio: 3-4 mesi per le forme iniziali, 6-7 per quelle avanzate.
Controlli regolari proteggono i risultati nel tempo, per tenere la parodontite lontana, per tutta la vita.
IL PROTOCOLLO

I risultati che parlano chiaro

I risultati del Protocollo Bioperio® sono misurati in ogni centro, con lo stesso metodo pubblicato su rivista scientifica (Graziani et al., J Clin Med 2025; 14: 1738).

1553 pazienti

trattati nei centri del Network negli ultimi 12 mesi (30 settembre 2026).

75,4% di tasche parodontali chiuse a 3 mesi

Le "tasche" sono gli spazi che la malattia apre tra gengiva e dente. Chiuderle è l'obiettivo della terapia, perché riduce il rischio che la malattia progredisca. In buona parte dei casi la sola terapia non chirurgica (Gum Detox®) è sufficiente, senza bisogno di interventi chirurgici.

Basato sulle Linee Guida EFP

Il Protocollo segue le linee guida della Federazione Europea di Parodontologia e la letteratura scientifica internazionale.

140+ studi scientifici

Il Protocollo non nasce da un'intuizione, ma da oltre 140 pubblicazioni internazionali. Ogni fase è validata dalla ricerca e dalla pratica clinica.

IL PROTOCOLLO

FAQ

Sì. La parodontite non si può cancellare come si guarisce da un raffreddore, ma si può stabilizzare e tenere sotto controllo per tutta la vita. Con una diagnosi tempestiva e il trattamento giusto, nella maggior parte dei casi si arrestano l'infiammazione e la perdita di osso, salvando i denti naturali. Prima si interviene, migliori sono i risultati.

No. Anche se all'origine ci sono dei batteri, la parodontite non è una malattia infettiva e non si trasmette come un'infezione. Dipende soprattutto dalla risposta infiammatoria di ciascuno, non da un contagio.

Di solito è ben tollerato. Il protocollo Bioperio® è minimamente invasivo e, quando serve, si usa l'anestesia locale, eseguita dall'odontoiatra. Anche la prima visita, pur essendo molto approfondita, di norma non è dolorosa.

Non necessariamente. La perdita dei denti è la conseguenza della parodontite non trattata. Intervenendo in tempo, nella grande maggioranza dei casi i denti si salvano. Anche negli stadi più avanzati, un trattamento adeguato può fare una differenza enorme. L'obiettivo del protocollo Bioperio® è esattamente questo: mantenere i tuoi denti naturali.

Purtroppo no. Lavarsi bene i denti e usare lo scovolino è fondamentale per prevenire e per mantenere i risultati, ma una volta che si sono formate le tasche parodontali, lo spazzolino da solo non arriva dove si annidano i batteri. Serve un trattamento professionale mirato per rimuoverli e permettere alle gengive di guarire.

Dipende dallo stadio della malattia. Le forme iniziali e moderate si risolvono nella maggior parte dei casi in 3-4 mesi, mentre quelle più avanzate richiedono un percorso di 6-7 mesi. Dopo la fase attiva, restano solo controlli regolari di mantenimento per proteggere i risultati nel tempo.

LA PARADONTITE

Il primo passo verso gengive sane parte da qui!

Prenotare una visita è semplice. Lascia i tuoi dati: il centro Bioperio® più vicino ti ricontatterà per fissare il primo appuntamento, senza impegno.

Ti ricontattiamo entro 1 giorno lavorativo. Nessun costo, nessun impegno.

Vuoi parlare con noi o prenotare una visita?